domenica 13 gennaio 2013

CAPITAN BUKOWSKI


 "Strano", ho pensato aprendo questo libro, "credevo che Bukowski non fosse tipo da scrivere diari". La risposta me la da lo stesso autore poche pagine più avanti: "trovo che chi tiene un diario e ci scrive i suoi pensieri sia una testa di cazzo. Io lo faccio soltanto perché qualcuno me lo ha proposto, quindi vedete che non sono nemmeno una testa di cazzo originale". Eccolo qui il vero Charles Bukowski: sboccato, irriverente, anarchico, ubriaco, incompatibile con gli uomini e col mondo. Ma anche ironico, sagace, "vero". Uno scrittore, non per fama, non per soldi (anche se quelli fanno comodo e possono spingere a tenere un diario), per se stesso. Un libro scritto nei due anni precedenti la morte, che torna di continuo come se l'autore ne sentisse l'alito sul collo, ma senza temerla, semplicemente consapevole di un appuntamento ineluttabile. Ma Il capitano è fuori a pranzo non è un libro sulla grande mietititrce, al contrario sulla vita, magari stupida, insignificante, dolorosa, contraddittoria ma pur sempre vita. E le immagini della vita di Bukowski si susseguono: le giornate alle corse dei cavalli, le notti davanti al computer, le odiate interviste, gli amati gatti, le sbronze, gli incidenti quotidiani. Le parole scorrono, "danzano", hanno un ritmo e sono affiancate dai disegni di Robert Crumb, col suo tratto fitto e sporco ideale illustratore dell'umanità grottesca di Bukowski. Il capitano ha salpato l'ancora definitivamente, ci ha lasciato però questo messaggio nella bottiglia, anzi lo ha lasciato per se stesso.       


IL CAPITANO È FUORI A PRANZO
Editore: Feltrinelli
Autore: Charles Bukowski
Illustrazioni: Robert Crumb
Prezzo: 6,50 euro

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